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Un peluche che terrorizza: qual è la storia dietro Robbie di Silent Hill?

Un peluche rosa non è sempre sinonimo di sorrisi e rassicurazione: Robbie, il coniglio di Silent Hill, ne è la dimostrazione. Ecco perché.

Silent Hill è una serie di videogiochi a tema survival horror prodotti e sviluppati da Konami. Dal videogioco è stato generato un multimedia franchise composto da film, fumetti, libri e romanzi. Soprattutto al cinema, oltre che nel mondo del gaming, Silent Hill ha avuto un grandissimo successo, grazie a una trama spaventosa quanto basta ed a qualche elemento più stravagante che, pur non avendo ancora chiarito la sua presenza, costituisce quel valore aggiunto che non guasta.

Da dove viene Robbie, il terrificante coniglio di Silent Hill? –  SoloNotizie24.it

È il caso di Robbie, il coniglio rosa che di rassicurante ha veramente poco: abiti frusti, muso sporco di sangue, immobile da sembrare un corpo morto in ogni scena in cui appare, soprattutto quando le sue dimensioni sono assimilabili a quelle di un essere umano adulto.

Una presenza costante, quasi fissa, della saga Silent Hill. Un’icona rappresentativa, si potrebbe dire, nonostante l’ingresso nella serie a partire dal terzo episodio. Ma come si dice: non è la quantità, bensì la qualità, a rendere una qualunque presenza iconica e irrinunciabile.

Robbie, da dove arrivi?

Non è semplice spiegare la provenienza di Robbie, né altrettanto spiegarne la destinazione. Perché Robbie il coniglio è presente in alcune delle scene più paurose della serie Silent Hill, anche se è praticamente sempre immobile? Non parla, non si muove, è semplicemente una presenza (inquietante) che ti guarda, fisso, negli occhi, quasi a voler rappresentare l’ineluttabilità del fato che guarda ma non interagisce, non interviene, e lascia che il tuo destino si compia.

La storica locandina di Silent Hill  – Screenshot film –  SoloNotizie24.it

Robbie è, almeno in apparenza, la mascotte del parco divertimenti Lakeside, dove si svolge la maggior parte delle vicende di Silent Hill. Lo troviamo a volte seduto su una panchina, senza capire se dentro ci sia una persona, viva o morta, se sia una maschera o semplicemente un pupazzo. Vestito da giardiniere, con il pelo rosa, e con delle chiazze di sangue sul viso.

Entra nel mondo di Silent Hill 3, quello dove la protagonista è Heather Mason. Che lo ritrova qua e là, senza un motivo apparente, senza una logica narrativa (almeno in apparenza). Lo stesso filo conduttore cinematografico di Robbie lo ritroviamo nel gioco: il gamer si ritrova a essere fissato dall’altra parte dello schermo da Robbie, mentre gioca le sue avventure, quasi a monito di quello che sta per accadere.

Pietro Santercole

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