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La dieta di Meghan Markle si chiama Flexitariana: cos’è e come funziona

La dieta favolosa di Meghan Markle è quella flexitariana e fa bene al corpo, ma anche all’ambiente! 

Meghan Markle – Getty Images

A guardarla Meghan Markle non si direbbe che abbia bisogno di una dieta, anzi. Eppure la moglie di Harry, incinta del loro secondogenito, sembra che sia super addicted ad un regime alimentare particolare: la dieta flexitariana.

Da quando è tornata negli USA, in quello che è stato definito come un esilio volontario, l’ex duchessa del Sussex ha iniziato a mangiare ancora meglio di prima con una dieta considerata tra le migliori del mondo e composta da cibo per lo più vegetale e, se possibile, a km zero quindi a basso impatto ambientale. Vediamo allora di scoprire qualcosa di più sul regime alimentare di Meghan Markle.

Leggi anche: Dieta di primavera: come rimettersi in forma prima dell’estate

Cos’è la dieta flexitariana?

La dieta flexitariana, come si capisce già dal nome, è un mix tra vegetariano e flessibile. Una unione insomma che esplica una tipologia di alimentazione prevalentemente legata al mondo vegetale, ma che ammette anche, seppur raramente, il consumo di carne e pesce in quantità molto moderate e con un controllo molto rigido sulla qualità e sulla provenienza.

Ad ideare questo regime alimentare, come riporta il Corriere, è stata nel 2008 la dietista Dawn Jackson Blatner che, da sempre, sostiene l’importanza della dieta vegetariana sia per la qualità della vita, sia per quanto riguarda il peso.

Come funziona?

Per chi vuole perdere peso la dieta flexitariana di Meghan Markle dovrebbe quindi aggirarsi sulle 1500 calorie con un grandissimo consumo di legumi, uova, frutta, verdura, cereali… Generalmente suddivise così:

  • 300 calorie a colazione
  • 400 a pranzo
  • 500 a cena
  • 150 per lo spuntino a metà mattinata
  • 150 per lo spuntino a metà pomeriggio

Carne e pesce sono consentiti, ma solo quando se ne sente il bisogno e, soprattutto, bisogna in quel caso controllarne la provenienza e scegliere prodotti che siano il più possibile a chilometro zero.

L’importanza di rivolgersi ad un medico

Chiaramente questa  tipologia di alimentazione, seppur sana, dovrebbe essere portata avanti non in autonomia, ma con l’aiuto di un professionista nutrizionista o dietista che possa consigliare quali sono gli alimenti migliori per voi e le quantità corrette.

Lo ribadiamo, le diete fai da te non funzionano oppure possono aiutare a perdere peso in un primo momento, ma gli stessi chili si rischia di riprenderli poco dopo proprio perché abbiamo sottoposto il nostro corpo ad un tipo di alimentazione sbagliata.

Selena Marvaldi

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