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Galli: Altro che Natale, occhio alla terza ondata

Il primario di infettivologia del Sacco di Milano Massimo Galli: rischio che il DPCM sia tardivo. E poi sul Natale: niente cenoni

Il professor Massimo Galli (web source)

Da domani 6 novembre le strette misure previste dall’ultimo DPCM entreranno in vigore. Ma ci vorranno tre settimane per vedere se effettivamente funzioneranno e faranno abbassare la curva epidemiologica. Il timore del professor Galli, primario di infettivologia all’ospedale Sacco di Milano è che il provvedimento sia arrivato troppo tardi. Mentre la politica discute ancora su l’area a cui assoggettare le regioni gli scienziati guardano già più avanti alla terza ondata.

Questa seconda ondata sembrerebbe essere ora in una fase di rallentamento, con i numeri che vanno stabilizzandosi, ma sarà un processo molto lento – per quanto sia già un buon segnale. Arriveremo dunque a Natale per assistere ad una più corposa discesa dei casi. Ma chi pensa che le feste le passeremo facendo tavolate e cenoni deve rivedere tutti i suoi piani.

Galli: occhio al Natale per evitare la terza ondata

Il tanto atteso Natale, sperando di arrivarci con una situazione epidemiologica più serena, non sarà in ogni caso un liberi tutti. Già il premier Conte ieri nella conferenza stampa aveva detto che a Natale non ci potranno essere cenoni, balli e feste.

Gli fa eco il professor Galli in occasione del Forum Sistema Salute ha dichiarato: “Forse non ci siamo giocati il Natale ora. Ma in ogni caso il Natale ce lo siamo giocati comunque, rispetto a quello a cui eravamo abituati”. Ovvero forse le restrizioni ci porteranno alle feste natalizie con un quadro epidemiologico migliore, ma la convivenza con il virus continuerà.

E convivere con il virus, specifica Galli, non è un liberi tutti. “Non significa ricominciare a fare quello che si faceva prima, ma mantenere una serie di restrizioni, anche molto fastidiose, che rimarranno. Altrimenti, ci si ritrova punto e da capo, come abbiamo visto nella pratica”. il rischio se i comportamenti non sono adeguati è che arrivi una terza ondata. “Una volta bloccata questa ondata – spiega il primario del Sacco – dobbiamo fare in modo che non arrivi la terza. E per farlo bisogna rispettare le regole”.

Cinzia Zadro

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