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Cosa teme il mondo? La minaccia Isis rappresenta la paura più diffusa

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Il Pew Reserarch Center si è cimentato in uno studio che analizza le principali paure degli abitanti del mondo, ossia quali sono i fattori e gli elementi che vengono percepiti come minaccia. L’indagine è stata condotat prendendo in analisi 38 Paesi diversi. Il risultato è che il 62% degli abitanti dei Paesi interessati dall’indagine percepisce come minaccia il terrorismo di matrice islamica.

Dopodiché, a spaventare gli abitanti del globo è, secondo i dati raccolti dalla ricerca, il cambiamento climatico, sentito come minaccia dal 61% della popolazione. A seguire troviamo poi paure e timori legati alla sicurezza, ai cybet-attacchi, alle sorti dell’economia mondiale, all’aumento dei rifugiati e all’influenza delle superpotenze mondiali come Stati Uniti, Russia e Cina.

La ricerca, condotta nel periodo tra febbraio 2016 e maggio 2017, mette in luce un altro interessante aspetto, ossia la diversa percezione dei rischio in base alle differenti aree del Pianeta. Questa diversa percezione è connessa anche alle condizioni socio-economiche del Paese.

A percepire come principale minaccia l’Isis sono 18 Paesi, dei quali la maggior parte è stato teatro di episodi di attacchi terroristi. Tali Paesi si trovano in Europa, Asia, stati Uniti e Medio Oriente e a temere maggiormente l’Isis sono soprattutto persone con un’età maggiore di 50 anni.

Sono invece 13 i Paesi nei quali il cambiamento climatico è percepito come il maggior rischio, individuabili principalmente in America Latina, nella fascia sub-sahariana dell’Africa e in alcuni paesi dell’Asia. È da evidenziare il fatto che il timore dei cambiamenti climatici sia più sentito in quelle nazioni del globo che hanno un’economia prevalentemente agricola, come ad esempio nel sud-est asiatico. Ad influenzare sulla diversa percezione del rischio è anche l’area politica di appartenenza. Per quanto riguarda i cambiamenti del clima, la differenza più evidente si ha negli Stati Uniti, dove il 30% dei conservatori lo percepisce come un cambiamento, mentre la percentuale sale all’86% tra i liberali.

Giapponesi, americani, tedeschi ed inglesi hanno paura dei cyber-attacchi, mentre gli abitanti di Grecia e Venezuela sono preoccupati per le future condizioni economiche.

L’aumento del numero dei rifugiati provenienti da Siria ed Iraq preoccupa molti Paesi europei, anche se in nessuno di questi è percepita come minaccia principale, tranne che in Ungheria.

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