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Reggio Calabria: Arrestati i boss G. Graviano e Filippone di ‘ndragheta e Cosa nostra

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Nel caso la procura di Reggio Calabria avesse visto giusto, si scriverebbe un pezzo di storia tutta italiana. Erano gli anni 93 – 94 del Novecento quando l’ascesa di Forza Italia portò alla nascita della Seconda Repubblica e ad una definitiva rivoluzione nel campo dei partiti.

I magistrati sostengo che non furono soltanto i Corleonesi ad attuare le cosiddette “stragi continentali” – vedi le bombe in via Palestro a Milano, San Giorgio al Velabro a Roma e in via dei Georgofili a Firenze – alla strategia terroristica per destabilizzare lo Stato partecipò, inoltre, la ‘ndragheta su ‘gentile’ richiesta di Cosa Nostra. La ‘ndragheta, infatti, avrebbe compiuto ben 3 attentati in Calabria dove, il 18 gennaio del 1994, rimasero uccisi due carabinieri: Antonino Fava e Giuseppe Garofalo.

L’inchiesta, dal nome “’ndragheta stragista”, è il frutto di circa quattro anni di lavoro da parte del procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo, il sostituto procuratore della Dna Francesco Curcio, e i poliziotti della Squadra Mobile della Questura di Reggio Calabria.

Anni di dichiarazioni, ascolti, di collaborazioni, di pentiti: come Gaspare Spatuzza, decisivo per comprendere e rileggere quegli anni di sangue.

Stamane è stato arrestato il capo settantasettenne Rocco Santo Filippone: boss collegato alla famiglia Primalli di Gioia Tauro. In tutta la ragione ora sono in corso perquisizioni e arresti. Anche Giuseppe Graviano, capo del mandamento palermitano e coordinatore delle stragi continentali, è stato notificato un mandato di arresto. Graviano e Filippone rappresentano l’alleanza di Cosa Nostra e ‘ndragheta. Tale alleanza fu creata per inginocchiare lo Stato e scardinare la classe politica divenuta ormai inaffidabile.