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Terremoto nelle Marche, ma si lavora a testa bassa per la ricostruzione

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È stata spaventosa, la notte, nelle Marche, in quanto è stata avvertita una nuova scossa di terremoto di magnitudo 4.2. Il terremoto è arrivato alle 4:00 circa di notte, nelle province tra Teramo, Rieti e L’Aquila e se anche è vero che purtroppo la Terra sta tremando oramai da moltissimo tempo in quella zona, alla fine quello che c’è da sottolineare è che la paura resta. Proprio vicino ad Amatrice il terremoto è tornato a spaventare, e il sindaco di San Ginesio, Mario Scagnetti ha anche ironizzato sul fatto che comunque, per fortuna, non era nulla di particolarmente grave. Nel frattempo la città deve fare ancora i conti con il dramma del terremoto che ha oramai ucciso quell’area ed in più, oggi ci saranno la Fondazione Merloni ed il direttore generale Unesco, Irina Bokova che presenteranno tutta una serie di progetti ed iniziative volte a far rinascere la zona a cavallo degli Appennini. Per quanto riguarda invece la città di Aquara del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno, si sta lavorando per l’assegnazione di altre Sae.

Nel centro Italia infatti, nell’ultimo periodo, i terremoti sono all’ordine del giorno quindi la scossa è stata più o meno come se fosse nella normalità per un territorio che da troppo tempo sta pagando le pene del disastro ambientale e delle sue conseguenze. L’importante è la ricostruzione delle città distrutte. Proprio in questi termini si sta lavorando per cercare di risolvere il problema abitativo del territorio. Da parte del governo, ma anche dei privati, gli aiuti stanno arrivando ma purtroppo si procede a rilento anche nella rimozione delle macerie. Anche lo stesso sindaco di Arquata del Tronto, Michele Franchi è intervenuto sulla vicenda spiegando come mai l’arrivo di questa ennesima scossa sia stata presa sotto gamba, in quanto comunque c’è da sottolineare che quel territorio ha imparato a fare i conti con le scosse di terremoto che nonostante tutto sono all’ordine del giorno. Gli appelli per salvaguardare il futuro delle zone finite vittime del terremoto, continuano senza sosta mentre comunque qualcosa fa sperare in una rinascita più o meno veloce, soprattutto con tutta una serie di iniziative che si stanno mettendo in campo e che se saranno portate a termine nei tempi stabiliti, potrebbero garantire la consegna di nuove casette per i terremotati e anche la ricostruzione soprattutto dei luoghi del turismo del centro Italia, che si è sempre contraddistinto per la sua bellezza storico-culturale che deve essere necessariamente recuperata.

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