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Terzigno. Lite nel centro di accoglienza, assassinato un 22enne

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Una lite nel centro di accoglienza di Villa Angela, a Terzigno si è trasformato in una tragedia. Il fatto è iniziato dopo le 20:00 circa quando improvvisamente, c’è stata una forte colluttazione tra due uomini extracomunitari di cui uno di origine nigeriana. A suon di coltelli, i due hanno iniziato a litigare fino a quando non è scattata la lite violenta ben oltre il verbale, con tanto di ferita mortale ai danni di uno dei due coinvolti. Si tratta di un ragazzo nigeriano ospite del centro di accoglienza.  Il suo nome era Ikhiana Lawrence Apostle. Il ragazzo aveva solo 22 anni ed era stato colpito da una coltellata che molto probabilmente avrebbe inferto il suo amico, a distanza ravvicinata, utilizzando un coltello da cucina. Il presunto assassino sarebbe Ibrahin Jimon. Quello che è certo è che la struttura di via Zabatta è stata testimone di un vero e proprio incubo. Coinvolto nella rissa anche un altro ragazzo più o meno della stessa età, che adesso è ricoverato presso l’ospedale Sant’Anna Madonna della Neve di Boscotrecase.

A scatenare la lite secondo quella che sarebbe una ricostruzione iniziale fatta da parte degli inquirenti, c’era stato una foto di una chat inviata tramite whatsapp. Poco dopo le 20:30, i due si sono affrontati e improvvisamente, è iniziata la forte lite tra i due nigeriani, uno di 22 uno di 19 anni. Secondo quello che si è compreso rispetto al litigio tra i due nigeriani sembrerebbe ci fosse proprio la richiesta della restituzione del telefono e lo stop rispetto all’invio di alcuni messaggi e fotografie sulla chat di WhatsApp. Ma la lite è ben presto degenerata, con il lancio di diversi suppellettili e addirittura poi, il coltello a portata di mano e l’omicidio. Il colpo che avrebbe ucciso il 22enne era diretto al cuore e quindi è stato fatale sebbene i soccorsi da parte del titolare della struttura siano stati immediati. Ad arrestare il presunto assassino di 19 anni sono stati i carabinieri della compagnia di Torre Annunziata agli ordini del capitano Andrea Ragone, che insieme ai carabinieri di Terzigno hanno effettuato la prima ricostruzione della vicenda e hanno anche acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza che hanno ripreso tutta la scena e quindi, potranno chiarire eventuali altri dubbi agli inquirenti. Intanto restano sotto shock gli altri abitanti del centro di accoglienza nonché gli stessi titolari, che ancora non si spiegano come sia potuto accadere un fatto di sangue così grave.19