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Decapitata la statua di Giovanni Falcone, ora si attende l’arrivo del ministro

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Davanti alla scuola Falcone nel quartiere Zen di Palermo è stato scoperto un nuovo atto intimidatorio. Infatti, nei giorni scorsi alcuni balordi hanno decapitato la statua di Giovanni Falcone. Un gesto da veri vigliacchi rispetto alla statua di memoria del giudice ucciso dalla mafia. Per gli inquirenti si è trattato di un messaggio di tipo intimidatorio ed infatti, è subito scattata l’inchiesta della polizia che ha chiesto anche la collaborazione delle persone del quartiere, che finora però non è arrivata. Un gesto davvero vergognoso per la scuola Falcone che si è trovata a dover affrontare questo ennesimo atto vandalico che dimostra quanto ancora la mafia sia ancora molto radicata nella cultura siciliana e non solo. Ovviamente, sul caso è subito partita un’inchiesta, appena dopo la denuncia da parte dei dirigenti scolastici ma, ad intervenire sulla vicenda, è stata anche la sorella del magistrato ammazzato dalla camorra che aveva chiesto una maggiore vigilanza rispetto ai luoghi in cui ci sono i simboli delle persone che hanno combattuto la mafia. Non è infatti la prima volta, che in quella scuola, così come in altre città siciliane, vengono scalfiti o addirittura distrutti e danneggiati dei cimeli in ricordo di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. La scuola che si trova nel quartiere Zen di Palermo, che è uno di quelli maggiormente interessati dalla presenza di criminalità organizzata e di microcriminalità, aveva già subito atti intimidatori di questo genere e anche il danneggiamento degli elementi che ricordano le battaglie contro la mafia. Proprio per questo motivo, infatti, la statua era stata recintata ed inoltre è stato installato un sistema di videosorveglianza comunale che però nell’ultimo periodo, non era funzionante: di conseguenza, il raid della sera scorsa non è stato ripreso e quindi, con ogni probabilità i vandali che hanno agito ancora una volta contro la memoria di Giovanni Falcone, riusciranno a farla franca. Per cercare di incastrarli intanto, prosegue l’attenta attività di analisi e di indagini della polizia che su disposizione della Procura di Palermo, sta cercando ogni indizio per incastrare i colpevoli delle ennesimo raid vandalico che infanga la memoria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Intanto il prossimo 19 luglio il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli, incontrerà alla preside dell’istituto Daniela Lo Verde proprio per dimostrare la vicinanza e l’importanza della presenza dello Stato in un territorio come quello, specialmente alla luce dei vari atti intimidatori e vandalici che hanno interessato questo istituto molto colpito dalla presenza di criminalità nella città di Palermo.